CARLO LEVI
LA PRIGIONE DI TORINO
1934
Monotipo, cm 48,5 x 36,5
Firmato in basso a destra
Autentica su foto in b/n firmata da Linuccia Saba: quest’opera faceva parte della
collezione privata dell’autore carlo levi, roma.
Esposizioni: Galleria Civica d’Arte Moderna, Palazzo del Diamanti, Ferrara, 22 ottobre
– 11 dicembre 1977. Catalogo I monotipi Carlo Levi, fig. 126
Mostre d’Arte del ’900, Museo d’Arte Ca’ da Noal, Treviso
Il soggetto del monotipo raffigura la cella delle Carceri Nuove di Torino, le sbarre evi-
denziano l’angoscia dell’isolamento, mentre i fiori sono una partecipazione alla vita
trasfigurati dal ricordo. Arrestato il 13 marzo del 1934 nella villa paterna ad Alassio
per sospetta partecipazione al movimento Giustizia e LibertĂ , sarĂ scarcerato il 9 mag-
gio dopo un periodo relativamente breve, ma che segnerà l’inizio di una svolta esi-
stenziale. Durante la prigionia scrive poesie e dipinge su fogli di fortuna, utilizzando
come inchiostro il blu di metilene e glicerina che, come medico, si procura adducendo
un forte mal di gola (all’epoca il blu era la terapia del caso). Verrà arrestato nuova-
mente l’anno successivo e trasferito a Roma, dove la commissione provinciale gli in-
fliggerĂ tre anni di confino con destinazione Grassano in Lucania.
“Isolato dagli uomini mi volgo alle immagini, richiamo i ricordi di un passato che pare pieno di
luce come a trovarvi una prova della vita, una certezza oggettiva che nulla nel presente mi
potrebbe fornire […] Tuttavia, in questo mondo che non è tale pure io vivo […] io debbo dare
tutto, ricostruire, cavandoli di dentro a me, i termini e le distinzioni, e, senza mattoni e calce,
riedificare la cittĂ , e, riedificata, operosamente abitarla.”
(da Quaderno della prigione)