CARLO LEVI – DONNA CON BRACCIA CONSERTE

CARLO LEVI

DONNA CON BRACCIA CONSERTE

1930

Monotipo, cm 48 x 36

Esposizioni: Galleria Civica d’Arte Moderna, Palazzo dei Diamanti, Ferrara, 22 ottobre

– 11 dicembre 1977. Catalogo “I monotipi” Carlo Levi, fig. 63

Mostre d’arte del ’900, Museo d’arte Ca’ da Noal, Treviso

Provenienza: collezione Giulio Bargellini

Opera autenticata dalla Fondazione Carlo Levi, Roma. Reg. n. 621

Il monotipo è una tecnica intermedia tra l’incisione e la pittura. L’esecuzione avviene

in due fasi principali: l’artista realizza l’immagine su una superficie di metallo, vetro o

cartone, con colori a olio, acrilici o inchiostri da stampa; sulla matrice dipinta e anco-

ra fresca, viene premuto un foglio di carta, in modo tale da imprimervi l’immagine.

Questo procedimento è stato molto usato da Giovanni Benedetto Castiglione, detto il

Grechetto, pittore e incisore genovese, al quale si attribuisce l’invenzione durante il

Seicento. In seguito, la tecnica è stata trascurata e ripresa soltanto dagli impressioni-

sti per l’effetto di immediatezza, di impressione appunto, per l’imprevedibile lumino-

sitĂ  che appare sul foglio schiacciato dalla lastra inchiostrata. Pissarro, Degas, Toulu-

se-Lautrec, Gauguin sono i piĂš illustri autori di monotipi dopo Giovanni Benedetto

Castiglione.

Carlo Levi apprende la tecnica da Luigi Spazzapan, alla fine degli anni Venti, e in se-

guito continuerà a praticarla. È una tecnica avvincente e il risultato mantiene la stes-

sa corpositĂ  della sua pittura, dove la materia-colore ha un ruolo fondamentale, arric-

chisce le figurazioni di significati e energie tangibili. Quasi sempre il monotipo di Levi

è rigorosamente unico, qualche volta ha ristampato la stessa matrice con ritocchi e

varianti, altre volte ha ripreso lo stesso soggetto in maniera simile, ma elaborando matrici differenti.