MOBILE A DOPPIO CORPO IN CARRUBO

MOBILE A DOPPIO CORPO IN CARRUBO

Venezia, prima metà del XVIII secolo

Dimensioni: cm 265 x 155 x 69

In ottimo stato di conservazione

Importante cassettone con ribalta e alzata, lastronato e filettato in legno di carrubo. Il corpo inferiore, con fronte ondulato e fianchi concavi allargati verso il retro, presenta tre cassetti grandi e due più bassi posti sotto la calatoia; la ribalta rivela lo scarabattolo particolarmente ricco, composto da anta centrale sagomata, affiancata da otto cassettini, vani estraibili e cassetti; al centro un piano scorrevole cela cassetti e segreti. Il corpo superiore ha due ante con specchi sagomati sul fronte e sui fianchi. All’interno, l’elaborato castello è realizzato in massello e radica di noce; il timpano è centrato da specchio inciso raffigurante un vaso fiorito e coronato da un fregio in legno dorato; le maniglie sono in bronzo cesellato e dorato; piedi a cipolla in noce massello a riserve punteggiate.

La sofisticata realizzazione e la raffinatezza dei materiali rendono questo esemplare tra i più eleganti e fastosi della sua tipologia.

Approfondimento dell’opera

Una delle tipologie di mobili veneziani del ‘700 che ha da sempre goduto dell’incondizionato interesse del mondo collezionistico, non solo italiano ma europeo, è certamente quella del cassettone con ribalta e alzata chiamato anche trumeau. Si tratta di mobili dagli scafi assai articolati, in curve e   controcurve, rivestiti con fogli di raffinate essenze di noce, carrubo o belle radiche di noce bionda. Le alzate sono sempre coronate da timpani di bella forma, più o meno ricchi, sempre caratterizzati da curve spezzate, secondo i dettami del gusto rocaille. Non vi è distinzione, per quanto riguarda le forme e le misure dei fusti, tra quelli dei mobili laccati e quelli dei mobili arricchiti, come il nostro, da ampi placcaggi di carrubo e radica di noce. Sempre le ante dell’alzata presentano specchi, a volte finemente molati come quelli presenti nel nostro mobile. Gli interni spesso celano scarabattoli con numerosi cassetti, piccoli segreti, scansie più o meno articolate. Talmente numerosi sono gli esempi di mobili di questa tipologia pubblicati dalla storiografia, Morazzoni (1958), Saul-Levy (1964), Alberici (1980), che non mette conto riportare singole citazioni. Il mobile, che qui compare, presenta dunque le più tipiche forme di questa tipologia. È impiallacciato con splendidi fogli di carrubo e radica di noce. All’interno l’alzata presenta uno scarabattolo particolarmente ricco, articolato da numerosi ordini. Al centro dell’alzata, nello spazio lasciato libero dalla sopraelevazione del timpano, è una bella riserva mistilinea in cui trova spazio uno specchio molato raffigurante un vaso ricolmo di fiori.  A coronare il timpano, una sequenza di rocaille scolpite, intagliate e dorate con pinacoli e grande conchiglia centrale. Per quanto concerne la datazione del mobile, va posta nel corso del secondo quarto del XVIII secolo.